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Stanchezza mentale e mancanza di concentrazione

Stanchezza mentale e mancanza di concentrazione: due problemi davvero difficili da combattere. Sono capaci di mettere k.o. anche le persone più attive e vivaci.

Da cosa sono provocate? Perché compaiono? Come combatterle efficacemente? Scopriamolo un passo alla volta.

Solitamente la stanchezza mentale è uno stato che si associa ad altri problemi, come l’ansia o lo stress. Questi due fenomeni aumentano l’attività celebrale. La risposta allo stress comporta una maggiore secrezione di ormoni, come il cortisolo e l’adrenalina. Il tutto induce quindi a un dispendio energetico fisico e mentale, che si presenta, per l’appunto, sotto forma di stanchezza mentale.

La mancanza di concentrazione è strettamente correlata alle cause suddette. A meno che non sia provocata da una perniciosa negligenza o da eccessivi stimoli distraenti, come le notifiche sul cellulare o i gesti abitudinari che provocano una stimolazione dei circuiti di rewarding, o altrimenti detti di ricompensa.

Questi ultimi si attivano ogni qual volta l’organismo entra in contatto o compie un’azione piacevole. Sono infatti questi stessi circuiti quelli che determinano la comparsa del vizio del fumo o della voglia del cibo spazzatura, per esempio. Distrarsi da un compito arduo o impegnativo può quindi creare un condizionamento che provoca a ripetere gesti molto gratificanti mentalmente, ma nei fatti molto poco produttivi.

La concentrazione è, ovviamente, unita a doppio filo con lo stato di affaticamento mentale. Così come la stanchezza fisica impedisce di svolgere correttamente un preciso compito manuale, anche la stanchezza mentale influisce negativamente sulla concentrazione.

Uno stato prolungato di stanchezza mentale può incidere negativamente sulla vita privata e lavorativa. Manca la forza di alzarsi dal letto e si prova avvilimento nel solo momento in cui si pensa a tutti gli impegni da affrontare nel corso della giornata.

Uno stato così prolungato di questo malessere silente può inoltre provocare altri “effetti collaterali” da non sottovalutare. Insonnia, crampi e diarrea, o anche abbassamento delle difese immunitarie, per cui è un problema da prendere sul serio e da combattere.

Da cosa è provocata la stanchezza mentale?

Possono essere diverse le cause che provocano la stanchezza mentale e l’abbassamento del livello di concentrazione. Fra le più comuni ci sono momenti di intenso impegno lavorativo, depressione, mancanza di sonno, mancanza di esercizio fisico, deficit di vitamine o alimentazione scorretta.

Come combattere la stanchezza mentale?

Per prima cosa occorre dormire almeno 7/8 ore a notte, di un sonno che sia profondo e ristoratore. Inoltre, andrebbe associato regolare esercizio fisico. Anche una semplice passeggiata all’aria aperta è capace di ristabilire un equilibrio che sembrava essersi perso nel tran tran quotidiano.

L’aria pulita e un ambiente arieggiato a sufficienza sono inoltre degli elementi da tenere in considerazione. A ciò andrebbe aggiunto un’atmosfera lavorativa che sia il più distesa possibile, come fare? Brevi pause dallo schermo, alzarsi e sgranchirsi le gambe in ufficio camminando un poco e respirare profondamente ristabilisce un piacevole stato di serenità.

In ultimo, e non per ultimo, va osservata un’alimentazione corretta e ricca di acqua, frutta secca, banane, spinaci e legumi. Sono tutti cibi naturali che fungono da veri e propri booster vitaminici ed energetici.

Alla dieta possono essere associati degli integratori naturali, come il Potential N Kappa o il Potential N Sigma.

Il Potential N Kappa è un complemento micronutrizionale, che svolge una specifica funzione nutrizionale per le cellule neuronali. Stimola inoltre la neuro-trasmissione e la memoria, costituendo un validissimo alleato per i momenti di studio intenso durante la preparazione degli esami universitari. Ottimo nei casi di mancanza di concentrazione.

Il Potential N Sigma invece aiuta a sconfiggere la stanchezza mentale poiché è un’ottima risposta contro i momenti di stress. Regola il sistema nervoso, equilibrando il sistema neuro-endocrino e svolgendo un’azione anti-radicale.

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