Dieta

Ritmi circadiani e dieta: il mito della cronodieta

I ritmi circadiani incidono sulle modalità di assunzione e di accumulo dei grassi e delle sostanze nutritive.

Per capire bene cosa si voglia dire con ciò, è meglio partire con ordine. I ritmi circadiani non sono altro che variazioni delle quantità degli ormoni messi in circolo dalle ghiandole endocrine a seconda del momento della giornata. Ciò significa che in base allora – solare o notturna, e quindi in relazione all’attività svolta – come il sonno o il lavoro, si registrano delle variazioni dei livelli ormonali.

Per esempio: intorno alle 3:00 o alle 4:00 di notte, solitamente, le quantità in circolo di cortisolo (un ormone derivante dal colesterolo che viene associato allo stress e incide sul livello della glicemia del sangue) sono più alte, ciò vuol dire che raggiungono il cosiddetto picco (o tecnicamente: acrofase); al contrario, il livello del cortisolo scende al minimo intorno alle 20:00.

Come incide tutto ciò sulla dieta? Semplicemente perché la quantità degli ormoni presenti nel sangue può incidere sull’assimilazione dei nutrienti, contrastandola o aiutandola.

Per esempio l’ormone della crescita, il cosiddetto GH, può essere un valido alleato nell’eliminare i grassi data la sua natura anabolizzante, cioè che favorisce la crescita muscolare a scapito di quella adiposa. Altrimenti detto, aiuta ad accrescere la massa magra e a bruciare quella grassa.

Come funzionano i ritmi circadiani?

Molti dei ritmi circadiani sono controllati principalmente dal ciclo luce/buio, ossia dalle differenti ore di luce e di buio nel corso la giornata. A seconda della differente percezione, variano infatti i livelli di melatonina e di serotonina: sono loro gli ormoni che fungono da “manager”, ovverosia hanno il compito di gestire le variazioni ormonali in circolo nel corpo.

Cos’è la cronodieta?

È proprio sull’assunto che la produzione di differenti ormoni aiuti ad assimilare o a bruciare specifiche sostanze nutritive, che è stata costruita l’idea della cronodieta. I precetti di questo regime alimentare suggeriscono di assumere certe precise categorie di alimenti solo in determinati momenti della giornata.

Lo scopo è quello di coordinare al meglio l’assunzione del cibo con gli ormoni secreti secondo i ritmi circadiani. Cosa succede, però, se questa equazione venisse invertita? Detto altrimenti, può il cibo ingerito incidere a sua volta sugli ormoni prodotti indipendentemente da ciò che suggerirebbe la conoscenza dei ritmi circadiani?

La risposta pare essere affermativa. Lo ha dimostrato un gruppo di ricercatori giapponesi degli istituti accademici di Yamaguchi University e di Saga University. Come si può leggere dall’articolo riportante la loro scoperta pubblicato sulla rivista scientifica Current Biology, gli esperimenti condotti sulle cavie murine hanno dimostrato che i picchi di insulina che seguono i pasti ad alto contenuto glicemico, possono indurre la secrezione di altri ormoni, anche di quelli che normalmente non dovrebbero essere secreti, secondo il ciclo circadiano.

Come se il corpo cercasse di ottimizzare la segnalazione ormonale per poter esplicare al meglio la digestione.

Assecondare i ritmi circadiani fa dimagrire? Certo, grazie alla regolarità

Seguire i ritmi circadiani non significa necessariamente mangiare una determinata cosa a una determinata ora, anziché mangiarla in un altro momento della giornata.

Più semplicemente, seguire i ritmi circadiani deve far capire quanto sia importante avere una vita regolare. I livelli ormonali incidono sul peso, non che quest’idea sia falsa o sbagliata, ma solo che la loro incidenza rientra in una percentuale non così significativa da costruirci sopra un’intera dieta. La più efficace delle diete è quella che prevede moto e attività fisica e, questi sì, sarebbe meglio concentrarli nelle prime ore del mattino, quando si è appena svegli per esempio.

Molti risultati positivi associati alla cronodieta sono in verità dovuti per la maggior parte alla regolarità dei pasti e al controllo degli alimenti ingeriti. La chiave di volta, è piuttosto da ricercare n uno stile di vita sano e nel mangiar bene, sono loro gli alleati vincenti di ogni dieta, o almeno di quelle capaci di portare risultati buoni e durevoli nel tempo.

La dieta, infatti, dovrebbe essere una palestra, un allenamento per adottare uno stile di alimentazione sano, che modifichi le cattive abitudini a tavola, aiutando a instaurarne invece di nuove e salutari, che possono essere migliorate grazie anche alluso di prodotti naturali che aiutino, per esempio, la diuresi.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *