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La vitamina D: come si assume e a cosa serve

La Vitamina D è uno dei principali componenti del nostro corpo. Fondamentale il suo apporto per la crescita e il rimodellamento osseo così come per la mineralizzazione dei denti. Inoltre, interviene nell’omeostasi del calcio e degli ioni fosfato, influenzandone le quantità che vengono assorbite a livello intestinale. Il risultato è che un calo di Vitamina D può causare rachitismo nei bambini e negli adulti invece dolori alle ossa e ai muscoli, fragilità ossea, osteoporosi, e debolezza muscolare.

Questa vitamina risulta inoltre benefica per il cuore e per il cervello. Persone con evidenti carenze di questa preziosa sostanza hanno infatti presentato problemi cardiaci, cognitivi e psicologici, soprattutto nella popolazione anziana. Questo perché la Vitamina D, come detto, influenza i livelli di calcio, un elemento implicato nel ritmo e nella forza di contrazione cardiaca, nonché nella secrezione di neurotrasmettitori a livello del sistema nervoso centrale e periferico.

Per diagnosticare una carenza di Vitamina D, e controllarne quindi i livelli, basta una semplice analisi del sangue. Ci sono però altri fattori che entrano in gioco e che incidono sui livelli di Vitamina D.

L’importanza del sole

Diversamente da quanto si possa credere, la Vitamina D è scarsamente presente nelle sostanze alimentari. Per dirla meglio, la combinazione e l’abbinamento dei cibi, può alterarne l’assorbimento, o addirittura vanificarlo (come nel caso di chi beve sostanze alcoliche).

Generalmente sono i cibi ricchi di calcio quelli che aiutano a recuperare dei buoni livelli di Vitamina D, ma questi non vanno assolutamente uniti a certi alimenti. Quali? Cibi integrali, caffè, cioccolato, spinaci, uva e fichi.

La vera risorsa, quella più preziosa per la Vitamina D, risiede nei raggi solari. Un’esposizione quotidiana ai raggi solari è in verità il miglior alleato che si possa avere per incrementare i livelli della vitamina nel sangue. Al giorno d’oggi però l’esposizione al sole è molto limitata a causa dello stile di vita (lavori prevalentemente in luoghi chiusi, tempo trascorso a casa al pc, attività fisica al chiuso nelle palestre..ecc), per cui risulta insufficiente per garantire il giusto apporto di vitamina D.

Quando prendere gli integratori e perché

Le terapie con integratori di calcio o di Vitamina D si rivelano efficaci in chi manifesta una reale carenza di questi elementi. Avendo visto lo stretto rapporto tra Vitamina D e calcio, si può inoltre ben immaginare come queste sostanze viaggino all’“unisono”. Ciò significa che una cura di integratori di Vitamina D debba prendere in considerazione la condizione generale di salute della persona, come i livelli di calcio. Solo così si può creare una cura costruita ad hoc per quel particolare caso.

Il consiglio, come sempre, è quello di rivolgersi a un esperto, che possa personalizzare le terapie al fine di suggerire il percorso più adatto per un effettivo miglioramento.

Vitamina D ed estrogeni

Altri studi relativi ai livelli di Vitamina D hanno dimostrato che questa può essere in qualche modo correlata ai livelli di estrogeni. Si è infatti visto che le donne in menopausa e in post-menopausa presentano più facilmente dei bassi livelli di Vitamina D. Viceversa, donne in età fertile, e soprattutto quelle che fanno uso di contraccettivi orali, presentano degli ottimi livelli di Vitamina D.

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