Dieta, Dieta oloproteica

Dieta dei 21 giorni: non è una “miracolosa rinascita”, ma un protocollo motivazionale

GE.FO. nutrition Srl: dieta dei 21 giorni

Tempo di lettura stimato: 2 minuti
Creato: 13/04/2021 – Aggiornato: 13/04/2021

Una dieta non è una filosofia, ma un metodo con il quale si affronta una condizione fisica giudicata tossica per il nostro organismo; la dieta dei 21 giorni in particolare, prevede uno specifico protocollo con il quale ottenere la riduzione del peso, e non si tratta di una “miracolosa rinascita” del nostro organismo….

Una dieta non è una filosofia, ovvero non predispone l’atteggiamento verso una nuova frontiera, meditativa o contemplativa, del nostro stato psico-fisico, ma costituisce un metodo con il quale si affronta, seguendo un protocollo medico disciplinato, un problema; il quale è costituito dal sovrappeso e dall’obesità, malattie in grande incremento nei paesi sviluppati.

La dieta dei 21 giorni

La dieta oloproteica, detta anche dieta dei 21 giorni è una terapia nutrizionale che si prefigge il compito di attaccare e ridurre la massa grassa in un arco di tempo ridotto.

Proprio per via della rapidità dei risultati che è capace di raggiungere, spesso si è parlato a sproposito su tale terapia, indicandola erroneamente come la dieta che consente di perdere 12, 13 o addirittura 15 chili in tre settimane.

Tali risultati non sono falsi, sebbene queste riduzioni costituiscono una percentuale molto ridotta tra coloro che decidono di intraprendere una dieta dei 21 giorni, mentre un valore medio attendibile si attesta su una riduzione di 9 chilogrammi, ma è pericolosa perché fuorviante rispetto alla disciplina di un protocollo terapeutico preciso.

La rapidità di azione motiva il paziente a completare il protocollo terapeutico

La rapidità della dieta dei 21 giorni con la quale si assiste, specialmente nel primo periodo ad una perdita importante di peso, costituisce già di per sé non una mera “promessa” miracolosa, ma un preciso approccio medico di tale dieta.

La riduzione di peso della prima settimana riesce a motivare il paziente a continuare e soddisfare l’intero processo terapeutico, mantenendo alta la spinta motivazionale e attutendo così l’inevitabile riduzione di energia a disposizione dell’organismo per investire risorse psicologiche per il raggiungimento dell’obbiettivo.

Le diete povere di calorie si dimostrano sotto tale aspetto molto fragili in quanto la loro eccessiva durata, unita alla lentezza dei primi risultati, costituiscono per il paziente un macigno psicologico spesso impossibile da superare, con il risultato, altissimo in termini percentuali, dell’abbandono della terapia dietetica.

I risultati, se si vuole altisonanti, della dieta dei 21 giorni non devono costituire un richiamo da sventolare per raggiungere nuovi adepti, ma rappresenta una parte importante del protocollo terapeutico stesso; farli passare per altro, come atti miracolosi o “rinascite” del corpo, equivale soltanto a voler approfittare dello stato di malessere di chi è colpito dalle malattie della modernità.

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