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La nuova terapia a ultrasuoni per la cura del cancro alla prostata

GE.FO. nutrition Srl: prostata

Il cancro alla prostata è una delle più diffuse forme tumorali nelle persone di sesso maschile. Nel solo 2017 sono stati stimati circa 34.800 nuovi casi in Italia, di questi 2.900 nella sola regione del Piemonte.

Fra i fattori legati alla comparsa del tumore alla prostata vanno registrati la predisposizione ereditaria, un elevato livello di androgeni nel sangue, l’obesità e, non per ultimo, una dieta ricca di carne, latticini e calcio.

A partire dai 50 anni, il cancro alla prostata è infatti una delle neoplasie più diffuse, arrivando a toccare tassi d’incidenza che superano il 20%.

La tendenza attestatasi negli ultimi anni, registra infatti un aumento dei casi di incidenza di questa forma tumorale. Una delle cause è anche sicuramente la maggiore diffusione nella popolazione maschile del test del PSA (Antigene Prostatico Specifico).

Questa forma di test non rappresenta una forma di indagine certa per verificare la presenza di un tumore o meno, ma è molto importante per controllare come la malattia si evolve nel tempo.

Il più diffuso impiego di questo tipo di screening, basato sul concetto della diagnosi precoce, ha visto sì da un lato aumentare il numero di casi di persone affette da tale malattia, ma d’altro canto sono diminuiti di netto quelli più aggressivi e ad alto tasso di rischio.

Infatti, nonostante il fatto che il numero di casi registrati di cancro alla prostata sia in crescita negli ultimi anni, si è invece registrato un deciso calo nel numero di tumori metastatizzati così come nel tasso di mortalità legato al tumore prostatico.

A portare un ulteriore faro di speranza nel mondo della lotta al cancro alla prostata è una nuova tecnica messa a punto proprio in Italia. Viene definita innovativa e rivoluzionaria per il benefico apporto che è capace di portare.

Il suo valore è addirittura doppio. La terapia messa a punto è capace non solo di aiutare a effettuare una diagnosi precoce ma anche di trattare in modo non invasivo forme tumorali localizzate.

Questa nuova tecnica è la terapia a ultrasuoni focalizzati guidati da risonanza magnetica, ossia la MRgFUS. Questa metodica è già messa in pratica e utilizzata con successo dal Policlinico Umberto I di Roma, per la cura dei fibromi uterini e per il trattamento di lesioni ossee.

L’istituto ospedaliero ha anche già adottato questa tecnica per il cancro alla prostata, con risultati più che positivi. La tecnica si pone come non invasiva e aiuta quindi a preservare la qualità di vita dei pazienti.

La tecnica innovativa tutta italiana per la diagnosi e la cura del cancro alla prostata

Questa nuova metodica tutta italiana ha da poco ottenuto l’approvazione da parte dell’Unione Europea. È ora in programma un trial clinico presso il Policlinico Umberto I di Roma.

Bisogna però specificare che questa tecnica non è adatta a tutti i pazienti affetti da tumore alla prostata. Essendo una metodica che si basa sull’esecuzione di trattamenti mirati, può essere adoperata solo nei casi in cui la malattia sia limitata a piccoli focolai all’interno della ghiandola prostatica.

Per prevenire i problemi urologici legati al tumore alla prostata, e più in generale ai problemi legati alla ghiandola prostatica, si può far ricorso agli integratori naturali.

Potential N Prost è un integratore micronutrizionale. Aiuta a proteggere la prostata, preservandone una corretta funzione. Il suo spettro d’attività comprende diverse azioni, fra cui quelle anti-invecchiamento, antiossidante e antiinfiammatoria. Combattendo le infiammazioni, si presenta come un valido aiuto in quei casi in cui le funzioni naturali sono bloccate per problemi prostatici.

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