Alimentazione, Dieta, Generale

Combinazioni alimentari: quali si e quali no

Prima di scoprire quali sono le combinazioni alimentari da evitare e quali invece quelle da seguire, è bene prima capire perché bisogna parlare degli abbinamenti degli alimenti. Nella fase della masticazione e della digestione, la corretta combinazione del cibo può fare la differenza tra una digestione lenta e faticosa e una veloce.

Ci sono anche alcuni studi che affermano come l’associazione degli alimenti corretta incida anche sulla più rapida e facile assimilazione delle proprietà nutritive. Questo comporterebbe degli indubbi benefici, per prevenire l’insorgenza di malattie e mantenere un buono stato di salute.

Alcuni alimenti, se combinati nel modo giusto o sbagliato, generano delle sostanze virtuose o nocive. In questo modo, quindi, si faciliterebbe o si ostacolerebbe la fase della digestione e dell’assimilazione nutritiva.

C’è inoltre un altro presupposto alla base del concetto delle combinazioni alimentari. Esso si basa sull’idea che in un pasto vadano assunti cibi simili. Ciò perché l’assimilazione di alimenti della stessa classe (come carboidrati o proteine o grassi), va a stimolare l’attivazione di un solo “processo digestivo”. Questo significa che durante la digestione verranno richiamati i soli enzimi necessari allo smaltimento di quella sostanza. Lo stomaco, in pratica, ne beneficia grazie ad un aumento dell’efficienza digestiva. In questo modo, infatti, il traffico dei processi digestivi viene ridotto al solo tipo di alimento ingerito.

È su questo presupposto che è nata la dieta dissociata. In questa sede, però, l’attenzione sarà rivolta solo a quali cibi diventano dannosi se uniti e quali invece sono le combinazioni virtuose.

Quali sono le combinazioni virtuose?

Fra i condimenti e gli aromi che apportano un sicuro benessere vanno citati il limone, l’olio extra-vergine d’oliva, le erbe aromatiche, l’aglio e il cavolo.

Il limone, se abbinato con alimenti ricchi di ferro, ne facilita l’assorbimento da parte del corpo. Ciò significa che se durante la digestione di un alimento ricco di ferro una percentuale di questa sostanza verrà dispersa, con l’aggiunta del limone la percentuale diminuisce di gran lunga. Piccola nota prima di passare oltre: il limone, inoltre, acuisce l’effetto antiossidante del tè verde (un infuso consigliatissimo per accelerare il metabolismo).

L’olio extravergine d’oliva è il miglior alleato da avere a tavola. Preferibilmente va usato a crudo ed esprime la sua massima potenza con carote e pomodori. Il motivo? Migliora l’assorbimento delle sostanze nutritive di questi alimenti.

Salvia, rosmarino, peperoncino, maggiorana, cumino o curry sono tutte spezie che, se aggiunte alle pietanze vegetali, sono in grado di accrescerne gli effetti antiossidanti. Si parla addirittura di un effetto quadruplicato. Inoltre, il peperoncino è uno di quegli alimenti capaci di accelerare il metabolismo.

L’aglio, nonostante il sapore e soprattutto l’alito che può lasciare, è un alimento ricchissimo di sostanze preziose. Viene infatti riconosciuto come antibiotico naturale proprio per via delle sue forti proprietà antibiotiche e antibatteriche, nonché per quelle depurative, antitumorali e antiossidanti. Ebbene, se l’aglio viene assunto assieme al finocchio, non solo quest’ultimo contrasta il cattivo alito provocato dall’aglio, ma l’abbinamento viene consigliato per contrastare le malattie degenerative.

Ultimo, ma non per ultimo, il cavolo è un alimento da abbinare assolutamente con il pesce. Combinati assieme i due sprigionano una potente azione antiossidante e antitumorale.

Cosa evitare assolutamente

Visti i virtuosi, bisogna assolutamente elencare quali sono invece gli abbinamenti dannosi.

In primis, le bevande alcoliche andrebbero limitate moltissimo. Queste costituiscono un freno per l’organismo nell’assorbimento del ferro, oltre a rallentare la digestione degli amidi, poiché aumentano l’acidità dello stomaco.

L’abbinamento latte e caffè, nonostante quello che si possa pensare, questo abbinamento richiede al nostro stomaco circa 3 ore di lavoro per essere assorbito. Questo perché la loro unione produce il tannato di albumina, sostanza ostica da digerire.

La carne, inoltre, andrebbe cotta in modo semplice e abbinata con vegetali, ma non con formaggi. Le proteine del latte rendono indigeribili quelle della carne, rallentando di molto la digestione.

Infine, da evitare l’abbinamento uovo-spinaci: questi ultimi renderebbero vano il ferro presente nell’uovo. Meglio, quindi, mangiarli in due diversi pasti.

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