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Metodo dimagrante AMIN BIODIET

METODO DIMAGRANTE AMIN BIODIET®: trattamento dietetico delle adiposita' generalizzate e localizzate



L'obesità è una malattia cronica, per l'OMS é una epidemia globale, fattore di rischio per diabete, malattie cardiovascolari, ipertensione, osteoartrosi e neoplasie. Nel mondo gli adulti in sovrappeso sono più di 1 miliardo e 300 milioni sono obesi. In Italia circa 4 milioni di persone sono obese e 16 milioni sono in sovrappeso.

Per dimagrire occorre diminuire l’introito calorico e/o aumentare il dispendio energetico.

Il metodo dimagrante AMIN BIODIET®, elaborato dal Dr Giuseppe Castaldo, responsabile della U.O. di Dietologia e Nutrizione Clinica della AORN “Moscati” di Avellino, si caratterizza per semplicità, rapidità e sicurezza.

 

I PRINCIPI DEL METODO AMIN BIODIET®

 

  • Fornisce a coloro che devono dimagrire un metodo semplice, rapido, sicuro e duraturo.
  • Un dimagrimento ottenuto unicamente a spese della Massa Grassa.
  • Un apporto aminoacidico e proteico di eccellente qualità indispensabile al mantenimento della Massa Magra.
  • Una Integrazione Completa di oligoelementi minerali alcalinizzanti, vitamine, antiossidanti, omega 3, probiotici, sostanze metaboliche modulanti il metabolismo glucidico e lipidico, drenanti fitoterapici al fine di ottenere un rilevante dimagrimento ed un miglioramento dello stato di salute.

Il metodo si articola in diverse fasi:

 

·         LA DIETA OLOPROTEICA®

·         LA DIETA SEMIPROTEICA

·         LA DIETA DISSOCIATA INTEGRATA

·         LA GIORNATA DEPURATIVA (DETOX DAY)

·         LA DIETA MONOPIATTO DI TIPO MEDITERRANEO

LA DIETA OLOPROTEICA®:

è una terapia nutrizionale della durata di 21 giorni, che assicura un dimagrimento rapido, effettuato a spese  della massa grassa e senza ripresa di peso ulteriore se vengono correttamente rispettate le fasi successive.

Principi della Dieta Oloproteica® sono:

·         Ottenere un bilancio calorico negativo con una dieta a bassissimo contenuto calorico e gliucidico (VLCD).

·         Conseguire un bilancio azotato equilibrato con la somministrazione di aminoacidi e proteine di alta qualità per proteggere la massa muscolare.

·         Produrre corpi chetonici come fonte energetica, con effetto euforizzante ed anoressizzante.

 

La miglior dieta è indubbiamente quella di mangiare meno. Ma i lavori scientifici effettuati con diete ipocaloriche equilibrate hanno rilevato sovente un fallimento di queste, riportando ridotte percentuali di risultati positivi nel tempo. Solo i pazienti che hanno meno di 10 kg da perdere hanno qualche speranza di successo. Certo è che il regime a basse calorie, quando è ben equilibrato, resta sicuro, quasi senza pericolo per i pazienti, ma si manifesta difficile da attuare e spesso inefficace per le seguenti ragioni:

  • questa dieta non toglie la fame; un numero ridotto di pazienti resiste a questa sensazione spiacevole ed abbandonano il regime dietetico prescritto dopo poche settimane
  • questa dieta è troppo lunga, con una ridotta perdita di peso per le prime settimane e con un successivo adattamento metabolico specie nei soggetti sedentari; la lenta perdita di peso è spesso un fattore demotivante per un paziente che ha più di 10 kg da perdere
  • questa dieta favorisce le eccezioni alimentari in quanto la fame porta a frequenti deroghe alla limitazione delle quantità alimentari da assumere

Inoltre, il medico deve ricordare che, quando somministra tale dieta, alla diminuzione di apporto calorico si accompagna quasi sempre un abbassamento dei bisogni metabolici.

Un’ alternativa proposta è quella del digiuno assoluto. Questo regime, che è composto da sola acqua assunta a volontà e da sali minerali, porta ad una perdita di massa magra superiore alla diminuzione della massa grassa. La riduzione del peso avviene soprattutto a livello dei muscoli striati. Le fibre muscolari cardiache fanno parte della massa magra muscolare per cui la loro compromssione può indurre possibili conseguenze patologiche.

Studi fatti sul bilancio azotato mostrano che con il digiuno assoluto un adulto che pesa 70 kg perde circa 8-12 g di azoto ogni giorno nei primi tre giorni di digiuno e 4-6 g di azoto al giorno nelle successive quattro settimane. Considerando che un grammo d’azoto corrisponde a 6,25 g di proteine e che il muscolo ne contiene circa il 20%, la perdita è di 200-300 g di muscolo al giorno. Aggiungendo che i bisogni proteici aumentano sotto restrizione calorica, si arriva che dopo 10 giorni di digiuno il paziente ha una riduzione di circa due-tre chili di tessuto muscolare. Da queste considerazioni numerosi autori cominciarono a studiare la possibilità di trovare una dieta che potesse dare un bilancio calorico negativo minimizzando la perdita di massa magra. Per questo era necessario modificare il digiuno assoluto con una integrazione proteica.

Bollinger nel 1966 provò ad aggiungere dell’albumina. Apfelbaum nel 1970 addizionò caseina. Geunth e Verter nel 1974 aggiunsero del glucosio con della caseina. Baird e Howard nel 1975 mescolarono del glucosio con degli aminoacidi.

Fu, però, G.L.Blackburn (Università di Harvard) ad elaborare nel 1973 il PSMF (Protein Sparing Modified Fast) o VLCD (Very Low Calorie Diet) con la determinazione del fabbisogno proteico dell’organismo nel corso del digiuno; egli dimostrò come una privazione calorica, con un’assenza quasi completa di idrati di carbonio, potesse neutralizzare l’effetto anabolico dell’insulina sul metabolismo dei grassi: infatti senza insulina non è possibile la lipogenesi.

Blackburn provò che delle precise quantità di proteine definivano, nel corso del digiuno proteico, una variazione della risposta metabolica e potevano neutralizzare il bilancio azotato negativo. Quindi i pericoli del digiuno assoluto potevano essere minimizzaati ingerendo delle proteine prive di idrati di carbonio. In questi studi Blackburn codificò la quantità esatta di proteine che bisognava assumere nel corso del digiuno per proteggere la massa nobile di un individuo. Nacque così il digiuno proteico che protegge l’equilibrio azotato e cancella la fame grazie allo stato di chetosi che l’accompagna.

L’assunzione quasi esclusiva di proteine (1,2 g / kg nella donna e 1,5 g / kg nell’uomo), che rappresenta un apporto calorico molto basso, obbliga l’organismo ad utilizzare le proprie riserve energetiche. Dopo l’esaurimento delle stesse sotto forma di glicogeno, si instaura una neoglucogenesi epatica che produrrà il 20% dei nutrimenti (glucosio) indispensabili per il funzionamento cerebrale. Il glicerolo ed alcuni aminoacidi sono trasformati, a livello epatico e renale, in glucosio per un processo di neoglucogenesi. Il glucosio è utilizzato, anche durante il digiuno proteico, da alcuni tipi di cellule (globuli rossi, surrenali, alcune aree cerebrali ecc) che per questo motivo sono chiamate cellule glucodipendenti, in quanto funzionano solo in presenza di glucosio. Le altre cellule corporee (quali le cellule muscolari e dei vari organi) vengono nutrite dai corpi chetonici che sono prodotti grazie al catabolismo del tessuto adiposo.

Quindi il ridotto apporto di carboidrati stimola la lipolisi e la chetogenesi, fornisce energia al cervello ed ai tessuti, protegge la massa muscolare grazie all’apporto degli integratori aminoacidico-proteici ad alto valore biologico. Nelle diete proteiche, i lipidi endogeni rappresentano la principale fonte di energia e il loro catabolismo continua fino ad una loro consistente riduzione.

I corpi chetonici hanno una doppia azione:

Energetica: come substrati energetici del cervello, del quale vanno a coprire l’ 80% del fabbisogno, con effetti psicotonici, antidepressivi, con aumento delle facoltà intellettive ed euforia (acetone)

Anoressizzante: i corpi chetonici per stimolazione del centro della sazietà, situato nell’ipotalamo, inducono un effetto fisiologico antifame, con inibizione della sensazione di fame a partire dal secondo-terzo giorno dell’inizio della dieta (acido beta-idrossibutirrico)

Con la soppressione quasi totale dei glucidi, presenti in minima parte solo nelle verdure permesse, quali spinaci, cetrioli, fagiolini, melanzane, insalata, broccoli, zucchine, etc., si ottiene un rapido calo dell’insulina che impedisce la messa in riserva di grassi e produce un catabolismo degli stessi per lipolisi. L’idrolisi dei trigliceridi, contenuti negli adipociti, li trasforma in glicerolo, che a sua volta contribuisce a migliorare la neoglucogenesi ed in acidi grassi liberi che favoriscono la produzione dei corpi chetonici e dunque la chetosi.

Infatti la lipoproteinlipasi idrolizza i trigliceridi in acidi grassi e glicerolo. Il glicerolo è ossidato a livello del fegato in glucosio. Il 40% degli acidi grassi prodotti vengono utilizzati direttamente nel tessuto muscolare. L’altro 60% subisce una beta-ossidazione a livello epatico con la formazione di Acetil-CoA. Dalla successiva condensazione di due molecole di Acetil-CoA si forma l’acido acetacetico. Questo si trasforma, in massima parte, in acetone ed acido beta-idrossi-butirrico. Questi tre composti vengono denominati: corpi chetonici. La corretta funzionalità pancreatica, peculiarità del paziente non diabetico, permetterà la successiva riconversione, in presenza di minime concentrazioni di glucosio e di insulina, dei corpi chetonici in Acetil-CoA e la loro successiva metabolizzazione, evitando in tal modo un accumulo di corpi chetonici che determinerebbe una chetoacidosi scompensata, che si determinerebbe in un diabetico di tipo 1 che attua una dieta chetogenetica.

 

La Dieta Oloproteica® permette di utilizzare efficacemente l'energia del tessuto adiposo, riducendolo, senza intaccare la massa magra.

Di particolare interesse è stato il rilevare che la perdita di grasso avviene principalmente nei distretti di adiposità localizzata in eccesso, da qui la definizione della dieta quale "liposuzione alimentare".

Con il termine di adiposità localizzata si intende aumento di grasso in zone del corpo, maschile o femminile, dove il tessuto adiposo presenta un metabolismo diverso rispetto agli altri distretti. Il tessuto adiposo e’ un tessuto ad attivissimo metabolismo: nell’arco di 3- 4 settimane i trigliceridi vengono completamente disciolti e ricostituiti. Esistono infatti attivi sistemi enzimatici di costruzione (liposintesi) e di dissoluzione (lipolisi) del grasso. Su questi sistemi enzimatici, nelle zone di adiposita’ localizzata, gli ormoni sessuali si inseriscono, principalmente attivando la liposintesi. In particolare il distretto trocanterico(bacino e cosce) della donna è influenzato dagli ormoni estrogeni che stimolano l’adipogenesi, creando così una riserva energetica naturale necessaria per fornire acidi grassi al momento della lattazione. L’adiposità addominale(tipica degli uomini e delle donne in menopausa) è invece prevalentemente influenzata dall’insulina.

Sulla base di quanto esposto, risulta chiaro che il trattamento delle adiposita’ localizzate richiede un intervento specifico, perché un trattamento dietetico classico mobilizzerebbe il grasso dai distretti a normale metabolismo, lasciando quasi indenni le adiposità localizzate. Nel 1997, Loftus e Lane, hanno dimostrato come, sul piano genetico, l’insulina e gli estrogeni agiscono a livello del recettore  PPAR attivando la trascriptasi per l’adipogenesi e come il growth hormon (GH) agisca fosforilando il PPAR ed inibendo l’adipogenesi. Ne consegue che una dieta capace di ridurre i tassi circolanti d’insulina e di aumentare i tassi ematici di GH potrebbe essere utilizzata nel trattamento dietetico delle adiposità localizzate. Una dieta di questo tipo è appunto la Dieta Oloproteica®, che riduce la stimolazione insulinemica ed attiva la produzione del GH.

 

PERCORSO DIAGNOSTICO-TERAPEUTICO PAZIENTE SOVRAPPESO  o OBESO

·         Anamnesi e visita medica generale con rilievo di PA e FC

·         ECG

·         Valutazione nutrizionale con studio antropometrico

·         Esame impedenziometrico

·         Prescrizione esami ematochimici (urine, glicemia, emoglobina glicosilata, azotemia, creatininemia, uricemia, transaminasi, bilirubinemia frazionata, gamma gt, fosfatasi alcalina, albuminemia, colesterolo tot., colesterolo LDL, colesterolo HDL, trigliceridi, sodiemia, potassiemia, calcemia, magnesiemia, emocromo completo, eventualmente GH ed insulina). Tali esami è opportuno che vengano ripetuti dopo la dieta.

·         Controlli periodici (all’undicesimo e ventunesimo giorno durante la Dieta Oloproteica®; al ventunesimo e quarantaduesimo giorno durante la dieta dissociata integrata) con valutazione clinica ed antropometrica

·         Consulenza psicologica, se necessaria, per migliorare l'adesione al programma alimentare

·         Prescrizione programma alimentare

 

 

INDICAZIONI

·         Obesità con indice di massa corporea BMI >30

·         Sovrappeso con indice di massa corporea BMI >25 <29,9

·         Sovrappeso associato a fattori di rischio (Diabete tipo 2, Dislipidemia, Ipertensione)

·         Adiposità localizzata

·         Pre intervento chirurgico

 

CONTROINDICAZIONI

·         Insufficienza renale (creatinina >1,5 mg/dl)

·         Insufficenza epatica grave o medio-grave

·         Diabete insulino dipendente (tipo 1)

·         Blocco atrio ventricolare con QT > 0,44ms

·         Aritmie cardiache

·         Insufficienza cardiaca

·         Ipokaliemia non controllata

·         Terapia cronica con diuretici che eliminano il potassio come furosemide e idroclorotiazide; i diuretici ammessi sono unicamente lo spironolattone e gli altri diuretici risparmiatori di potassio

·         Diarrea persistente

·         Infarto, TIA o ictus negli ultimi 12 mesi

·         Gravidanza e allattamento

·         Neoplasie

·         Disturbi psichiatrici gravi

·         Anziani >70 anni di età

·         Bambini < 14 anni di età

 

 

EFFETTI COLLATERALI DELLA DIETA OLOPROTEICA®

 

( presenti in genere con protocolli inadeguati )

 

·         Cefalea principalmente nei primi due giorni di dieta

·         Alitosi per l'aumento dei corpi chetonici, in particolare dell'acetone

·         Ipotensione ortostatica o vertigini, sintomi dovuti ad una riduzione dell'apporto di sodio

·         Debolezza muscolare o crampi muscolari, per carenza di potassio, magnesio e/o calcio

·         Tachicardia, extrasistoli o palpitazioni per carenza di potassio

·         Nausea o vomito per acidosi metabolica

·         Stitichezza per riduzione del volume alimentare, della quantità di fibre e diminuzione o assenza dell'olio di condimento

·         Diarrea (si presenta nell’1% dei casi) e meteorismo per dismicrobismo intestinale; se la diarrea è persistente occorre sospendere la Dieta Oloproteica® per evitare l’ipopotassiemia.

·         Sia per la stitichezza che per la diarrea risulta evidente l’importanza delle fibre da assumere con la Dieta Oloproteica®; esse sono indispensabili non solo per regolare la motilità  intestinale, ma anche per preservare l’integrità della mucosa e l’ecositema enterico. Le fibre vengono assunte con le verdure prescritte e con l’INTEGRATORE ALCALINIZZANTE- ANTIOSSIDANTE, che contiene i FOS ad attività prebiotica

·         Ritardo nella perdita di peso: nel periodo precedente il ciclo mestruale la perdita di peso può essere minore. Il risultato sarà solo ritardato di qualche giorno. Nei casi in cui la massa muscolare sia carente, come spesso accade dopo precedenti diete scorrette seguite da rapido riacquisto del peso, il ritardo nella perdita del peso può essere attribuito al riequilibrio della massa magra. In questo caso si avrà la netta sensazione, nelle prime fasi della dieta, di un rimodellamento della silhouette senza una perdita significativa del proprio peso

·         Modifiche transitorie del flusso mestruale, per l'immissione in circolo di metaboliti degli estrogeni contenuti nel tessuto adiposo, quando il grasso di deposito viene catabolizzato

·         Iperuricemia con possibili fenomeni gottosi, se la dieta non viene integrata da fitoterapici uricosurici ed adeguata assunzione di acqua. Qualora il paziente prima di cominciare la Dieta Oloproteica® presenti iperuricemia, è opportuno trattare il paziente con allopurinolo durante il periodo della Dieta Oloproteica®

·         Sovrasaturazione della bile, in particolare se vi è una scarsa assunzione idrica; se il paziente presenta una litiasi biliare è opportuno trattarlo con acido ursodesossicolico durante il periodo della Dieta Oloproteica®

·         Osteoporosi per utilizzo delle riserve alcaline

·         Acidosi compensata

 

EFFETTI POSITIVI DELLA DIETA OLOPROTEICA®

 

·         Assenza di fame e stanchezza. Nella Dieta Oloproteica® la produzione di corpi chetonici produce un effetto stimolante e anoressizzante, effetto rinforzato dall'assunzione dell' aminoacido triptofano, precursore della serotonina, contenuto come aminoacido libero nell’ nell’INTEGRATORE AMINOACIDICO-PROTEICO. Se la dieta viene seguita correttamente, la sensazione di fame scompare dopo 2-3 giorni. Questa ricompare nel caso si assumano anche involontariamente alimenti contenenti zuccheri. La sensazione di fame, che svanisce normalmente dopo pochi giorni, non deve essere comunque confusa con la persistenza dei desideri alimentari, che potranno eventualmente essere gestiti dal paziente con l'aiuto del medico tramite colloqui finalizzati alla ricerca di soluzioni pratiche che aiuteranno a modificare eventuali comportamenti errati

·         Protezione della massa muscolare: l'apporto di proteine ed aminoacidi ad alto valore biologico presenti nell’INTEGRATORE AMINOACIDICO-PROTEICO (arginina, ornitina, citrullina, taurina e BCAA), stimolanti la produzione di GH, permette di proteggere la massa magra, in particolare dei muscoli striati e del miocardio

·         Risultati veloci con perdita di peso fino a 500 gr al giorno, con una media di 2-3 Kg alla settimana; si verifica in particolare dopo i 21 giorni della Dieta Oloproteica® la riduzione di uno o due taglie corporee, con soddisfazione del paziente

·         Durata dei risultati: il METODO AMIN BIODIET® permette di ottenere risultati duraturi perchè ottimizza le diverse fasi dalla Dieta Oloproteica® alla dieta monopiatto di tipo mediterraneo

·         Riduzione mirata delle adiposità localizzate con esaltazione della lipolisi distrettuale, grazie all'azione dell'ormone GH; ciò determina un riequilibrio della silhouette, specialmente nelle pazienti che presentano una distribuzione del grasso di tipo ginoide

·         Riduzione importante del grasso addominale valutata in centinaia di pazienti con la tecnica ecografica

·         Diminuzione dei livelli ematici dell'insulinemia con miglioramento o normalizzazione dell' indice HOMA, che è un misuratore dell'insulinoresistenza

·         Miglioramento o normalizzazione dei parametri della sindrome metabolica (glicemia, trigliceridi, colesterolo, pressione arteriosa, steatosi epatica, indici infiammatori e riduzione circonferenza vita)

·         Se il paziente ha un diabete di tipo 2, la sua glicemia tenderà a normalizzarsi, in quanto il consumo di zuccheri è abolito; pertanto andranno sospesi per la durata della dieta gli antidiabetici orali

·         Se il paziente è iperteso la sua pressione arteriosa diminuirà o si normalizzerà durante la Dieta Oloproteica®; pertanto andrà sospesa o modulata la terapia antipertensiva

·         Controllo del paziente: la Dieta Oloproteica® controlla e individua in modo scientifico eventuali errori o inosservanze del paziente al regime dietetico; un semplice chetotest delle urine permette di verificare la presenza di corpi chetonici. Un test negativo significa apporto glucidico non conforme al protocollo alimentare

·         Rieducazione alimentare con l'applicazione del METODO AMIN BIODIET®, che prevede dopo la Dieta Oloproteica®, la prescrizione della dieta dissociata integrata e della dieta monopiatto di tipo mediterraneo, che sono regimi dietetici equilibrati

·         Miglioramento del sonno

·         Riduzione o scomparsa delle dispnee respiratorie presenti in malattie croniche polmonari, quali l’asma; ciò è dovuto ad una diminuzione della pressione intratoracica esercitata dal tessuto adiposo

·         Efficacia della dieta anche in pazienti in terapia cortisonica; per controllare la ritenzione di sodio è spesso utile associare spironolattone o altro diuretico risparmiatore di potassio

·         Efficacia della dieta in pazienti con patologie tiroidee, che possono praticare la Dieta Oloproteica®, continuando ad assumere i farmaci prescritti per la loro patologia

·         I parametri di laboratorio relativi al funzionamento del rene (azotemia, creatininemia, uricemia), del fegato (transaminasi, bilirubinemia frazionata, gamma gt, colinesterasi, albuminemia, fosfatasi alcalina), all'equilibrio elettrolitico (sodiemia, potassiemia, calcemia e magnesiemia) restano stabili con il METODO AMIN BIODIET®, in considerazione della perfetta integrazione effettuata con i prodotti specifici

·         Protezione della pelle: mantenimento dell' elasticità e tonicità della pelle grazie alle sieroproteine, agli aminoacidi idrossiprolina, cistina ed al silicio. Nella pelle le fibre di collagene sono di gran lunga la categoria di proteine più abbondantemente rappresentate; esse costituiscono il 75% del peso secco del derma. Dal punto di vista biochimico sono costituite da una proteina fibrosa la cui sintesi inizia nei fibroblasti. L’organizzazione fibrosa delle proteine dermiche ed il tipo d’interazione molecolare determinano le proprietà biomeccaniche (elasticità, resistenza) della cute. Il collagene rappresenta una proteina inerte, ma caratterizzata da un turnover continuo. L’integrazione aminoacidico-proteica durante la Dieta Oloproteica® e la dieta dissociata integrata, oltre l’integrazione con il silicio contenuto nell’equiseto, componente dell’INTEGRATORE DRENANTE-METABOLICO, permettono di rispettare questo turnover e dunque di proteggere la pelle. Il collagene, che costituisce il 70% del peso secco del derma e che è prodotto dai fibroblasti, in condizioni fisiologiche, è costantemente rinnovato. In corso di Dieta Oloproteica® e dieta dissociata integrata , l’apporto costante di aminoacidi permette il ricambio continuo (turnover) del collagene, garantendo il mantenimento ed il miglioramento del tono del derma ed ipoderma

 

LA DIETA SEMIPROTEICA

·         DIETA CUSCINETTO DOPO LA DIETA OLOPROTEICA® e PRIMA della DIETA DISSOCIATA INTEGRATA

 

·         OBESITA’/ SOVRAPPESO/ MALATTIE INSULINO-RESISTENZA CORRELATE IN PAZIENTI GERIATRICI (OVER 70)

 

·         PAZIENTI COMPLESSI NEI QUALI NON E’ PRUDENTE UNA CHETOGENESI TROPPO SPINTA

 

Durata della dieta:

  

28 GIORNI: come alternativa alla Dieta Oloproteica®

14 GIORNI: come dieta cuscinetto dopo la Dieta Oloproteica® e prima della dieta dissociata per modulare il rebound insulinemico

 

·         50 - 80 g di zuccheri (presenti nella frutta, yogurt e nelle verdure)

·         utilizzo di sieroproteine ed aminoacidi per stimolare la sintesi di  GH, potenziare il tono muscolare, del sottocutaneo, della cute, proteggere gli annessi e migliorare il tono dell’umore

·         utilizzo di sostanze metaboliche e fitoterapeutiche coadiuvanti la lipolisi: carnitina, coenzima Q10  fucoxantina iodio free

·         minerali quali potassio, magnesio, calcio

·         oligoelementi quali cromo, zinco, silicio, selenio, molibdeno, manganese, rame

·         vitamine quali vit. C, E, B6, D3, A

·         alcalinizzanti quali carbonato di calcio e magnesio  bicarbonato e citrato di potassio

·         prebiotici: FOS

 

LA GIORNATA DEPURATIVA (DETOX DAY)

Una alimentazione ricca di zuccheri raffinati, di grassi saturi, di proteine animali e povera di vitamine e minerali, così come uno stile di vita scorretto ed un ambiente esterno saturo di smog e polveri inquinanti, favoriscono l'accumulo di tossine.  Disintossicarsi e depurarsi è quindi essenziale per aiutare l'organismo a liberarsi dalle sostanze nocive e dai radicali liberi, favorendo il fisiologico metabolismo e l’attivazione degli organi emuntori.

L’obiettivo della  giornata detox è potenziare l’efficacia delle diete dimagranti, mantenere il peso dopo il dimagrimento e contrastare lo stress ossidativo ed il processo di invecchiamento.

Fondamentale nella giornata depurativa è idratare il corpo, integrare minerali e vitamine, mantenere la massa magra, contrastare le sostanze acide connesse strettamente al processo di invecchiamento ed a patologie infiammatorie e degenerative.

Nella GIORNATA DETOX vengono assunti integratori  aminoacidico-proteici, minerali, oligoelementi, sostanze alcalinizzanti, FOS e  lo SCIROPPO DI ACERO che presenta le seguenti caratteristiche:

·         Effetto DRENANTE-DEPURATIVO-DETOX

·         Azione ANTIOSSIDANTE

·         Ridotto REBOUND GLICEMICO / INSULINEMICO  Attività DEFATICANTE ED ANTIDOLORIFICA MUSCOLARE

  • Effetto RIMINERALIZZANTE ed ENERGIZZANTE

 

LA DIETA DISSOCIATA INTEGRATA®

La dieta dissociata integrata® ha una durata di 42 giorni, e viene effettuata dopo ogni Dieta Oloproteica® per ottenere il risultato preventivato. In questa fase è prevista la reintroduzione dei carboidrati che saranno assunti in maniera disgiunta rispetto alle proteine. In questa fase è prevista l’integrazione proteica ed aminoacidica a colazione, oltre l’utilizzo di fitoterapici drenanti e di sostanze stimolanti il catabolismo lipidico. Si può tuttavia iniziare il programma da questa fase per poi concluderlo con la Dieta Oloproteica®, che ha tra i suoi obiettivi quello di modellare la silhouette. Per alcuni pazienti che presentano lieve sovrappeso si può peraltro prescrivere la Dieta Dissociata Integrata®, senza prevedere alcun ciclo di Dieta Oloproteica®. E’ necessario personalizzare questa alimentazione selettiva secondo il ritmo di dimagrimento dei pazienti. Per perdite di peso considerevoli, è consigliabile alternare le fasi in attesa di passare alla terza.

Principi fondamentali di questa fase sono:

  • Introduzione progressiva di carboidrati a basso e medio indice glicemico per evitare una iperinsulinemia con stimolo alla lipogenesi e ipoglicemia secondaria, che stimola la fame
  • Aumento della razione calorica giornaliera per riequilibrare il metabolismo
  • Riduzione degli integratori e della complementazione minerale
  • Educazione del soggetto ad una attività fisica quotidiana e regolare
  • Programmazione di un dimagrimento di circa 1 kg la settimana.

La progettazione della dieta dissociata integrata segue la seguente operatività:

  • calcolo del dispendio energetico giornaliero del paziente (in media 30-40 Kcal per Kg di peso ideale, a seconda dell’intensità dell’attività fisica)
  • calcolo del valore energetico da somministrare
  • calcolo delle calorie giornaliere corrispondenti ad 1 kg di grasso (circa 7000 Kcal)
  • si sottrae il valore di 1000 kcal, corrispondente ad 1/7 delle calorie contenute in un chilo di grasso: si ottiene così il valore energetico della dieta da somministrare

Stabilito il valore calorico della dieta, questo va diviso qualitativamente in: 35% di grassi e 65% di zuccheri + 1-1,5 g di proteine/KG di peso corporeo ideale.

La Dieta Dissociata Integrata®  prevede l’integratore aminoacidico-proteico a colazione e vari alimenti, a copertura del fabbisogno energetico e dei micro e macronutrienti, suddivisi in 4-5 pasti giornalieri.

Questa dieta combatte la sensazione di fame, tipica delle diete ipocaloriche, con l’introduzione delle sieroproteine a colazione, che hanno un effetto antiastenico ed antifame, e inoltre è importante l'azione del triptofano precursore della serotonina e del cromo modulatore del metabolismo glucidico. Inoltre è stimolato il catabolismo lipidico grazie alla carnitina, al coenzima Q10 ed alla fucoxantina. Interessante è infine l’attività drenante e rimineralizzante esercitata dall’orthosiphon, dall’ortica e dall’equiseto, oltre l’azione antidistimica del biancospino.

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